Boule de Suif di Maupassant e le barriere sociali.

 

“Sono impaziente di farti sapere che considero Boule de Suif un capolavoro. Si, giovane mio. Niente di più, niente di meno. È il lavoro di un maestro”.

Con queste parole, in una lettera, Flaubert esprimerà al giovane autore e suo protégé Guy De Maupassant, l’entusiasmo per il racconto breve “Boule De Suif “.

Guy De Maupassant e Boule de Suif

Pubblicato nel 1880, si tratta in effetti di un capolavoro del naturalismo francese: corrente letteraria che trova il suo fondamento concettuale nel positivismo e dunque teorizza che i comportamenti sociali sono influenzati dall’ambiente circostante. Da un punto di vista prettamente stilistico il racconto si distingue per la minuziosa accuratezza con cui i fatti e i luoghi vengono descritti. Questo piccolo gioiello della letteratura francese darà lo slancio alla carriera di Maupassant, un autore che sebbene non molto apprezzato dalla critica per la chiarezza pittorica del linguaggio, sarà invece adorato dal suo pubblico.  Un autore che amava testare le barriere del lecito e per questo motivo le sue opere furono spesso tacciate di essere immorali.

Il Racconto

Il titolo è comunemente tradotto in italiano in ‘Palla di Sego’, dove per sego si intende il grasso di origine animale. È il ‘nomignolo’ attribuito alla protagonista della storia, una prostituta di Rouen, caratterizzata dalle forme estremamente voluttuose e soprattutto per il grosso fondoschiena. Per l’epoca un modello di bellezza.

Henri de Toulouse Lautrec

I fatti si svolgono nel periodo dell’invasione prussiana in Francia, nel diciannovesimo secolo. Il racconto comincia con il triste e irreale ritratto della situazione provocata dalla guerra. I soldati francesi in processione attraversano la città ormai invasa dalle truppe nemiche, sconfitti, derelitti e con sguardo perso nel vuoto. Questa parte funge da preludio al conflitto privato che si svolgerà tra poco nel seguito della storia.

Il Viaggio

Ad alcuni cittadini tra i più facoltosi viene concesso di fare un viaggio d’affari da Rouen a Le Havre, nella regione della Normandia, nel Nord della Francia. In realtà si tratta di una scusa per fuggire dalla città invasa. Nella carrozza l’autore inserisce un compendio di diversi ceti sociali: ci sono due suore perennemente immerse nelle loro preghiere, 1 politico liberale, 6 aristocratici e la nostra cortigiana. I passeggeri mostrano subito uno sdegnoso disprezzo nei confronti di Boule e non fanno alcun sforzo per celare il loro malumore. Ritenendo di dover affrontare la presenza di quella passeggera, quella donnaccia svergognata, con la dignità delle loro virtu’ maritali le donne si sussurrano tra loro frasi poco carine allo scopo di umiliarla.

A causa delle intemperie il viaggio però procede più a lungo del previsto e la cortigiana di Rouen è l’unica abbastanza previdente da aver portato con sé delle provviste. Nonostante il clima di ostentata animosità nei suoi confronti ella condivide il pranzo con i suoi compagni di viaggio. A quel punto, non potendolo più evitare, a Boule viene finalmente concesso l’onore della parola. Scopriamo allora le ragioni della sua partenza, il suo fervente patriottismo e un feroce odio per gli invasori. Il racconto è qui caratterizzato dalla vivida capacità descrittiva di Maupassant. Il cibo è descritto con meticolosa precisione e si ha quasi l’impressione di sentire l’odore delle varie pietanze.

Il Contrattempo

Poco più in là, durante il viaggio, arriva il fatidico contrattempo: la carrozza viene bloccata dall’esercito prussiano nei pressi di una locanda. Il responsabile del blocco, un ufficiale prussiano, con la boria del vincitore che trascende ogni classe sociale, sequestra i documenti di tutti i passeggeri e richiede indirettamente che Boule faccia sesso con lui. Animata dal forte spirito patriottico, considerando il gesto un tradimento alla Francia stessa, lei rifiuterà fermamente provocando lo stop della carovana.

Inizialmente i compagni di viaggio si uniscono alla sua rabbia; ma una volta compreso che il viaggio può riprendere solo se la richiesta dell’ufficiale verrà esaudita essi cercano di convincerla a cedere. In fin dei conti, si giustificano tra loro, le chiedono solo di fare ciò che lei fa comunque per vivere. Alla fine, Boule si convince che per fare del bene a volte bisogna fare del male e cederà alla mortificante richiesta dell’invasore.

Il viaggio riprende

Il viaggio può così riprendere, ma qualcosa nel gruppo è cambiato. I suoi compagni infatti rientrano immediatamente nelle dinamiche della moralità bigotta e puritana. Boule viene fatta nuovamente oggetto di disprezzo e umiliata. Nessuno dei suoi compagni di viaggio mostra un segno di minima compassione nei suoi confronti, né un minimo di gratitudine per il suo sacrificio, nessuno dividerà il pasto con lei in una crudele e ironica inversione di ruoli. La storia si conclude con il liberale Cornudet che comincia a canticchiare la Marsigliese provocando il pianto della povera Boule e il crudele commento di Madame de Loiseau: “piange per la vergogna, tutto qua”.

Temi

I temi trattati da Maupassant sono diversi, la guerra, la manipolazione, il sacrificio e soprattutto le barriere di classe. Come quasi tutti gli artisti francesi dal periodo romantico in poi, egli odiava profondamente le bourgeois, il borghese. Appare quindi normale che essi vengano descritti dalla sua spietata penna come esemplari di una stupidità convenzionale e archetipi dell’ipocrisia umana. Essi dovrebbero rappresentare la Francia civile, perbene ma vengono ritratti come personaggi dalle maniere affettate, prigionieri di una illusione di rispettabilità, di grandeur nell’ alta società; in realtà sono rozzi nei costumi, fondamentalmente ignoranti, e corrotti nei valori etici.  Alla loro crudeltà e bassezza fa da contralto il carattere di Boule de Suif: sebbene paradossalmente eserciti una professione immorale, in realtà sembra l’unica capace di aderire con fermezza ai valori di un codice etico.

La prostituta è a tutti gli effetti un antieroe e proprio per questo motivo siamo pronti a parteggiare per lei, a sentirla quasi come una di noi. Anche nel caso in cui noi stessi ritenessimo vergognosa la sua professione, il trattamento che le viene riservato dai suoi compagni di viaggio, l’intenzionalità del male, la volonta’ di ferire attraverso il disprezzo, ci spingono a simpatizzare per lei.

Maupassant si diverte a giocare con la confusione morale generata in questo capolavoro d’ironia con il suo arsenale di dettagli, contraddizioni, di immagini e ovviamente attraverso l’uso sapiente del linguaggio.   Boule De Suif e’ un racconto che vi consiglio vivamente di leggere. Vi assicuro che una volta iniziato, difficilmente riuscirete a non leggerlo tutto d’un fiato.

 

 

 

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